Premio Pro Loco 2016

Premio Pro Loco 2016

Durante l’assemblea annuale della Pro Loco di Martinengo di domenica 29 gennaio sono stati premiati due veterani che hanno servito la comunità martinenghese Vincenzo Cividini e Sandro Ranghetti.

Leggi di seguito le loro storie e le motivazioni:

Vincenzo Cividini

IMG-20170127-WA0008  Vincenzo Cividini nasce a Martinengo il 3 maggio 1944, ultimo di otto fra fratelli e sorelle. Da bimbo gracile cresce iperprotetto e molto coccolato dalla sua famiglia e – a detta della    moglie- anche un po’ viziato. Fin da piccolo, data l’attività di famiglia (un’azienda agricola), è appassionato di animali e vita all’aria aperta. Durante l’adolescenza, sempre perché gracile viene mandato in Celana, in collina, per frequentare le scuole fino al diploma di ragioniere. Non è uno studente modello, ma ragioniere lo diventa e, a quei tempIMG-20170127-WA0014i, è un titolo di studio importante. Da allora inizia a lavorare in vari uffici ma essendo d’indole vivace e un po’ anarchica mal sopportava la quotidianità dell’ufficio. A 27 anni incontra, fuori dal bar “pasticceria” in Via Tadino a Martinengo, la fatal Maria, proprio il giorno della famosa partita Italia – Germania: 4 – 3. E da quel giorno la sua vita bohemienne cambiò.

Con lei si sposa nel 1971 in modo inusuale per quei tempi: era il primo matrimonio civile in assoluto a Martinengo. Nascono, in giovanissima età, Nicola e Lia e vent’anni dopo Isacco. In 45 anni di matrimonio intraprende diverse attività con l’allegria e l’entusiasmo che gli sono propri, oltre ai numerosi viaggi in tutto il mondo. Nel 1999, dopo una trasferta durata 10 anni nel comune di Cologno al Serio, rientra con la famiglia a Martinengo. Qui, passeggiando una domenica mattina, si imbatté in Pasquale, Sandro, Giuseppe… e inizia la sua avventura in Pro Loco con tutta la serietà, la costanza e l’impegno che ha sempre messo in ciò che sceglieva di fare.

La Pro Loco è così importante perIMG-20170127-WA0009 lui che per organizzare le vacanze con la famiglia prima consulta il calendario degli impegni con l’associazione generando, ogni tanto, dei malumori nell’amata moglie. A quegli anni risale l’acquisto della mitica Panda rossa che negli anni è diventata, oltre che auto personale, auto di servizIMG-20170127-WA0012io della Pro Loco per carico e scarico di tavoli, cartelloni, striscioni e veramente di qualsiasi cosa, dal momento che Vincenzo non nega mai la sua disponibilità a darsi da fare in prima persona. Ritiene molto importante il lavoro nel sociale e sostiene fermamente che ognuno debba dare il proprio contributo per migliorare il nostro paese. Andato finalmente in pensione può dedicarsi anima, corpo e mente ai suoi interessi che sono molteplici: Pro Loco, orto, lettura, il Circolo Artistico Natale Morzenti e, come nonno, coccole e giochi infiniti alla tre nipotine che nel frattempo sono arrivate. Poi va in pensione anche Maria e lì iniziano gli anni più belli della sua giovane vecchiaia. È contento della sua vita, nonostante le discese ardite e le risalite ed è felice e orgoglioso nel vedere i suoi tre figli diventare grandi, mentre camminano sicuri nel mondo.

Tutto ciò finisce l’11 agosto 2015, quando un tiro mancino della vita annebbia la sua mente. Vincenzo continua però, anche se perso nel suo limbo, a parlare dei suoi ragazzi, della Pro Loco, del suo orto, dei suoi fiori e dei suoi molti amici che non lo lasciano mai solo. Il suo motto continua a essere vero: “Tu butta semi sempre, che qualcosa nascerà”.

 

 

Sandro Ranghetti

ranghetti profilo  Alessandro Ranghetti nasce a Martinengo il 14 luglio del 1936. Terzo di otto fratelli, è un bambino molto vivace e allo stesso tempo sensibile, caratteristiche queste che conserverà anche successivamente. Infatti, fin da piccolo, il suo spirito intraprendente lo espone a situazioni rischiose, dalle quali esce sempre incolume, o quasi. Basta citarne una, riportata anche nel libro “Tempi di guerra” (piccole canaglie in un paese di pianura), dello scrittore Luciano Bonomi. Nell’aprile del 1945, Alessandro sta giocando con gli amici sul ciglio del fossato quando, all’improvviso, esplode una mina che lo colpisce in pieno addome. Si salva per miracolo e si guadagna una posizione nella già nutrita schiera dei Mutilati di Guesandro ranghetrra Italiani.
Il suo carattere affabile, invece, gli fa guadagnare innumerevoli amicizie. Durante gli anni dell’adolescenza frequenta l’oratorio di Martinengo e scopre la passione per la bici da corsa. Anche quando conosce Angiolina, moglie e compagna di sempre, la quale gli darà tre figlie: Mariangela, Silvia e Savina, non accantona mai del tutto la passione per la bicicletta, sebbene la famiglia e il lavoro lo impegnino parecchio. Nel poco tempo libero riesce ad incontrare anche gli amici, per lo più martinenghesi, perché se in vetta ai suoi valori colloca la famiglia, gli amici e il lavoro vengono immediatamente dopo.
L’anno 1982 è segnato da un tragico incidente in cui perdono la vita il padre, due sorelle e l’ultimo dei nipoti. Sono proprio la famiglia, gli amici e la passione per il suo lavoro che gli danno forza fino a riuscire a sostenere la madre e i fratelli rimasti, ai quali si lega ancora di più. Attivo nell’ambito dell’AVIS, nel febbraio del 2013 ottiene una premiazione per le donazioni effettuate e per l’impegno dedicato. Stesso impegno è rivolto anche all’Unione Ciclistica di Martinengo, all’interno della quale, oltre a correre in bicicletta (addirittura all’età di 51 anni corre la “Milano-Sanremo” senza specifico allenamento), contribuisce all’organizzazione di gare ed eventi. Va anche a caccia… ma solo di sponsor per le associazioni, perchésandro ranghetti Sandro non ha cuore di ammazzare nemmeno le zanzare.
Da sempre è iscritto alla Pro Loco di Martinengo, nell’ambito della quale si adopera con entusiasmo e della quale rappresenta a buon diritto una memoria storica, dopo essere stato per anni un fervente organizzatore sempre in prima linea. Prima del Natale appena trascorso, nonostante le gambe siano diventate “meno obbedienti” ai suoi comandi, i suoi irrefrenabili andirivieni gli procurano una broncopolmonite alla quale, stavolta, deve cedere. Pertanto viene urgenteranghetti fotomente ricoverato e dimesso solo il giorno prima della consegna di questo riconoscimento, quasi fosse stato apposta deciso per poter essere presente al ritiro del premio.
Una cosa è certa: anche stavolta la sua  tenacia e la sua inossidabile volontà gli consentiranno di riprendere a frequentare la sua gente, ovvero la gente di Martinengo, che Alessandro definisce affettuosamente la sua “famiglia allargata”. A questo proposito c’è un bell’aneddoto: quando in ospedale recentemente l’infermiera gli ha assegnato il braccialetto di riconoscimento, egli non ha potuto fare a meno di dire con orgoglio e una punta di compiacimento: “A Martinengo non ne avrei bisogno perché, qualsiasi cosa dovesse accadermi, ci sarebbe qualcuno pronto a soccorrermi. Sa, sono in tanti a conoscermi e a volermi bene”. L’infermiera ha sorriso forse un po’ incredula e allora Alessandro, di rimando: “Provare per credere!”. Ma forse, per il momento, è meglio di no. Sandro, no ti crediamo sulla parola, ma soprattutto sappiamo che è tutto vero.

 

 

 

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