Mostra Natale Morzenti: “Cose semplici ma sublimi”

Mostra Natale Morzenti: “Cose semplici ma sublimi”

Sabato 21 ottobre alle ore 17, presso la sala consiliare del Filandone (via Allegreni 37), si terrà l’inaugurazione della mostra commemorativa dal titolo “Cose semplici ma sublimi” dedicata al pittore Natale Morzenti. Tale evento, atto a celebrare il settantesimo anniversario della sua scomparsa, è organizzato dal Circolo Artistico Martinenghese “Natale Morzenti”, con la collaborazione della biblioteca comunale.

Dieci opere provenienti da collezioni pubbliche e private verranno portate all’attenzione del pubblico con l’intento di offrire uno spunto riflessivo su una delle figure più brillanti nel panorama artistico del primo Novecento e, nel contempo, di tener desta l’attenzione sulla tradizione pittorica bergamasca.

L’esposizione sarà visitabile fino al 5 novembre 2017 con i seguenti orari:
- martedì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18;
- mercoledì dalle 14 alle 18;
- giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18;
- venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18;
- sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

Accenni biografici:
NATALE MORZENTI
(Silvano d’Orba, 1885 – Martinengo, 1947)
Frequentò la scuola di belle arti dell’Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Ponziano Loverini meritandosi una medaglia d’oro e un premio in denaro, che gli permise di frequentare la scuola di nudo dell’accademia di belle arti di Roma. Nel 1912 partecipò all’esposizione nazionale di Brera e nel 1916 alla Permanente di Milano. Attorno al 1920 accentuò la sua propensione all’uso di tinte monocrome e si diede a raffi e realisticamente nelle sue tele persone umili, diseredate, miserabili e sofferenti, ravvolte in un’atmosfera di poesia spoglia ma intensa. Condusse per alcuni anni vita errabonda e fu non di rado afflitto da difficoltà economiche che lo avvilirono condizionandone la carriera artistica e inducendolo quasi ad isolarsi. La sua mostra personale tenuta a Milano nel 1926 destò solo l’interesse della critica; eguale esito ebbe la mostra allestita nel 1927 al Quirino di Roma. Nel 1928 fu invitato ad esporre alla Biennale veneziana. Negli anni Trenta, oltre a dipingere autoritratti, figure e scene di ambiente, si dedicò spesso ai temi sacri, realizzando buone tele per alcune chiese della Bergamasca. Tenne ancora una personale a Bergamo nel 1940 e un’altra a Milano nel 1945.
(Fonte: BGpedia – La banca della memoria dei bergamaschi)