Origini e Storia

Martinengo ha una storia antica che, partendo dai Romani, passa dai Longobardi, cui si deve il nome della città, per arrivare alla Repubblica di Venezia e a Bartolomeo Colleoni

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La città murata nel ’700. Ricustruzione con grafica anticata a cura dell’architetto Francesco Pavoncelli

Il territorio di Martinengo, così come tutto il suo circondario, è stato soggetto alla centuriazione romana: in questo periodo non si è formato un unico centro abitato, ma diverse villae rusticae sul territorio comunale, che facevano riferimento ad un pagus, ossia un centro abitato in cui si potevano trovare le magistrature, il mercato e i templi, in questo caso Ghisalba.

Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la bassa bergamasca è interessata dall’arrivo e dallo stanziamento di popolazioni barbariche, in particolare i Longobardi. In questo fase nasce Martinengo, il cui suffisso tradisce la fondazione longobarda del villaggio (-engo sta per proprietà di, in questo caso proprietà di Martino), insieme ad altri centri abitati ormai scomparsi, Valarengo e Spineto, facenti parte dell’area comunale.

Martinengo assume un’importanza sempre maggiore nel territorio quando viene scelta dai conti Ghisalbertini di Bergamo come sede del loro feudo. Nel X secolo saranno proprio loro a costruire la prima fortificazione del centro, costituita da una torre (innalzata ulteriormente in seguito) e da un recinto. Ulteriori fortificazioni saranno finanziate dai signori di Milano, che nel XIV secolo avevano il controllo politico della zona.

A partire dal 1428 fino al 1797 Martinengo e il suo circondario fanno parte della Repubblica di Venezia: un periodo piuttosto felice sia economicamente sia politicamente, di cui si ricorda soprattutto il dominio di Bartolomeo Colleoni, feudatario dal 1454 al 1475. Il condottiero aveva installato nella rocca viscontea la sua dimora quando si trovava nel borgo, pertanto la struttura difensiva verrà identificata in seguito come Casa del Capitano. Durante questo periodo, lo stesso Colleoni finanziò la costruzione di due conventi destinati a Francescani e Clarisse, ossia il convento dell’Incoronata e quello di Santa Chiara. Terminata la dominazione colleonesca, Martinengo torna sotto il diretto controllo veneziano.

Con la nascita della Repubblica Cisalpina, il borgo entra a far parte del Dipartimento del Serio, distretto del Cherio; seguirà poi le sorti della Lombardia facendo parte prima del Regno Lombardo-Veneto e poi del Regno d’Italia.