Ecco i vincitori del XXVI Premio Arte Martinengo

Ecco i vincitori del XXVI Premio Arte Martinengo

Lo scorso 10 ottobre si è svolta la XXVI edizione del concorso nazionale di pittura e scultura Premio Arte Martinengo. Un appuntamento ormai fisso e caro agli amanti dell’arte e ai pittori dilettanti e professionisti, che quest’anno è stato impreziosito dalla speciale mostra “Il Viaggio – Dalì incontra Dante”. L’esposizione, allestita presso il Filandone di Martinengo (BG), visitabile dal 8 al 24 ottobre, presenta le 100 xilografie originali con le quali il maestro spagnolo Salvador Dalì illustrò la Divina Commedia di Dante Alighieri.

Tanti gli artisti che hanno partecipato (una quarantina) riempiendo il nostro centro storico di colori e bellezza. 

La giuria ha infine proclamato i vincitori della competizione. Di seguito la classifica delle due sezioni e le motivazioni delle premiazioni: 

Categoria Estemporanea

  • 1° classificato: Aldo Mapelli
  • 2° classificato: Gianfranco Brambilla
  • 3° classificato: Paola Spreafico
1° class. Aldo Mapelli

“Abbiamo ritenuto l’opera fosse meritevole di ricevere il premio poiché il tema sottoposto è stato interpretato in modo coerente e ben focalizzato. L’opera presenta un chiaro richiamo alla pittura metafisica di De Chirico, a lungo guardato come modello da Dalí. Il paesaggio dipinto è collocato in uno spazio che, pur richiamando la costruzione prospettica, rimanda invece ad un’atmosfera instabile, dove la prospettiva è deformata e i diversi piani di rappresentazione degli elementi architettonici, edifici emblematici del panorama martinenghese, sono stati scorciati utilizzando molteplici punti di vista, incongruenti tra loro. Una luce diffusa e surreale permea la scena priva di vita creando un senso, sì di sospensione, ma anche di quiete e contemplazione, come se il tempo si fosse fermato, come accade per gli orologi molli di Dalí, che sconfiggendo l’incedere del tempo grazie alla loro nuova a e improbabile consistenza, ci consegnano una visione relativa e diversa dello scorrere della vita e del tempo stesso nel borgo martinenghese. Degni di nota la presenza di alcuni elementi emblematici dell’iconografia daliniana, come la gruccia che sostiene l’edificio della meridiana, così come la presenza della lumaca, feticcio ricorrente nelle opere dell’artista catalano, ancora rimando al lento scorrere del tempo e simbolo che incorpora il paradosso del duro (guscio) e del molle (animale). Un’opera concepita e mediata dalla conoscenza approfondita dell’opera ed estetica di Salvador Dalí accostata ad una capace esecuzione pittorica”.


2° class. Gianfranco Brambilla

“L’immagine si presenta in forma di trittico scandito su due comparti orizzontali. Le “formelle” emergono dallo sfondo grigio con contorni sfrangiati che, lasciando intravedere il bianco della preparazione della tela muovono luce e penombra. Il contrappunto tra chiaro e scuro si espande nei sei riquadri dove tonalità crescenti dai grigi al nero si alternano a campiture rosa, gialle e indaco. Tre spazi monocromi restano “ciechi”, affidando al solo colore un sereno messaggio che scorre dal grigio al rosa. Le altre tre figure deformano vedute di Martinengo, declinando il linguaggio di Dalì con sobrie citazioni surrealiste. Oltre il tempo, nella dimensione del sogno, l’opera di Brembilla frantuma i consueti spazi assuefatti all’abitudine in una visione lirica: “…e del pittore infin la meraviglia!”nel pieno risetto della consegna del XXVI premio Arte Martinengo”.


3° class. Paola Spreafico

“Nonostante le dimensioni ridotte della tela, l’opera ha la capacità di polarizzare su di sé l’attenzione del pubblico, non solo grazie ai colori vibranti che costruiscono il cielo, ma soprattutto per il soggetto protagonista – l’elefante daliniano – preso in prestito dall’artista Paola Spreafico dalle famose opere visionarie di Salvador Dalí. Riconosciamo, infatti, l’elefante gigante le cui zampe sono smisuratamente lunghe e sottili, indubbiamente troppo fragili per sorreggere il peso dell’animale. Questo è il Surrealismo! All’apodittica citazione daliniana, l’artista aggiunge però una scelta cromatica audace che rafforza l’aspetto visionario del dipinto, dove a dominare sono i colori infuocati e accecanti del cielo. La luce intensa si riverbera nel vasto deserto. Infine, sulla schiena dell’elefante riconosciamo gli edifici tipici della città di Martinengo: la Chiesa di Sant’Agata, la Torre dell’Orologio, il Castello e la Torre e, immancabile, il Filandone. Martinengo, dalla cima della groppa di un elefante fragile, si muove verso nuovi orizzonti surreali”.


Categoria Contemporanea

  • 1° classificato: Daniela Boscolo
  • 2° classificato: Piergiorgio Noris
  • 3° classificato: Elio Maffeis
1° class. Daniela Boscolo

“Un’opera ben ideata soave e dolcemente melanconica, sobria nelle scelte formali esaltate da una tavolozza preziosa.  Segno, colore ed immagine si fondono in un pezzo ben studiato nel suo insieme ove il colorismo vivacizza un ambiente anonimo  e restituisce vita ad una visione  apparentemente desolata e solitaria.  La stratificazione di materia  e di segni costruisce campi di densità opposte, ne risulta una felice composizione che si muove per aggregazione di equilibri e improvvise variazioni. L’opera rende bene il silenzio del mare all’imbrunire del giorno in un meticoloso lavoro di onde increspate  quasi a rendere ancora più intima la “navigazione” in un  mare che è del resto la vita; tra queste acque tutto si compie, tutto si vive”.


2° class. Piergiorgio Noris

“L’utilizzo consapevole di una tecnica complessa, Il tratto estremamente  espressivo  ma, allo stesso tempo controllato,  permettono  all’artista di creare immagini che sorprendono nella loro immediatezza e attirano  lo spettatore in un processo di arte relazionale. Significativo il forte impatto visivo ed emotivo, legato all’espressività dell’immagine che Noris ha realizzato con abilità pittorica fatta di pennellate definite ed incisive, dando armonica e compiuta realizzazione alla composizione. La luce pulita, netta, posata su questa opera enigmatica ne esalta i tratti e la rende  accattivante e ben equilibrata. Soggetto dunque coinvolgente, ricco di sfumature, di velature, di carezze di colore prezioso,  quasi “acquerellato” “.


3° class. Elio Maffeis

“L’artista, grazie ad un uso virtuoso della luce e della capacità grafica, riesce a trasmettere al fruitore l’atmosfera onirica  e di caotico movimento della rappresentazione urbana. Inducendo così l’osservatore ad avere sensazioni ed emozioni particolari”.

I quadri vincitori saranno esposti fino al 24 ottobre presso la sala espositiva del Filandone di Martinengo (BG), in concomitanza con la mostra Pelle di Luna, di Francesco Verdi.