Concerto Ai confini della Serenissima

Sabato 7 ottobre alle ore 20.30 appuntamento presso la  Chiesa di S. Maria dell’Incoronata, Martinengo con il concerto: ” AI CONFINI DELLA SERENISSIMA”

Ensemble Locatelli
Margherita Maria Sala, contralto
Thomas Chigioni, violoncello e direzione
Jérémie Chigioni – Lucrezia Nappini, violini
Leonardo Taio, viola
Thomas Chigioni, violoncello
Carlo Sgarro, contrabbasso
Laura LaVecchia, tiorba
Gabriele Levi, cembalo
Evento realizzato in collaborazione con
Congregazione della Sacra Famiglia Festival Musica Antiqua

 

PROGRAMMA
Marco Uccellini (Forlimpopoli 1603 – 1680)
“La bergamasca” Op.3 n°5
Biagio Marini (Brescia 1594 – Venezia 1663)
Sonata sopra “Fuggi dolente core” Op.22 n°1
Lodovico Ferronati (?-1767)
Inno per Sant’Antonio*
Baldassarre Galuppi (Burano 1706 – Venezia 1785)
Concerto a Quattro n°2 in re maggiore
Maestoso. Allegro. Andantino
Lodovico Ferronati
Inno Crudelis Herodes*
Lodovico Ferronati
Concerto a Quattro CFC 1:B1*
Allegro. Largo. Allegro
Antonio Vivaldi (Venezia 1678 – Vienna 1741)
Cantata per contralto e archi RV 684 Cessate omai, cessate,
Recitativo “Cessate omai cessate” (Largo e sciolto)
Aria “Ah che infelice sempre” (Larghetto)
Antonio Vivaldi
Concerto per violino e orchestra RV 230 da “L’estro armonico”
Allegro. Larghetto. Allegro
Pietro Antonio Locatelli (Bergamo 1695 – Amsterdam 1764)
Concerto “A l’imitazione dei corni da caccia”, op.4, n. 8
Grave. Fuga allegro. Adagio. Largo – Vivace
*prime esecuzioni mondiali

NOTE DI SALA
Bergamo e Brescia sono state accomunate nei secoli da un destino a lungo condiviso
con le sorti della Repubblica di Venezia. Le due città orobiche marcavano infatti le
estremità del territorio della Serenissima a Ovest, territorio oltre il quale si avvicendarono nei
secoli le dominazionispagnole, francesi e austriache,senza tuttavia che la parte orientale della
Lombardia venisse occupata, cosa che avverrà solamente in età Napoleonica.
La comunanza politica dei destini delle due Città produsse sicuramente dei punti di contatto
anche nel panorama che le animò nel XVII e XVIII secolo, panorama a sua volta legato a
doppio filo con quello della Repubblica Veneta.
Il programma “Ai confini della Serenissima” vuole esplorare la ricchezza della musica di
quel periodo per portare nel tempo e nello spazio l’ascoltatore di oggi nell’antico territorio
orobico, indissolubilmente permeato della celebre scuola veneta in cui il protagonista
indiscusso fu certamente Antonio Vivaldi. L’importanza storica e l’ormai assidua frequenza
nei programmi da concerto del Prete Rosso rende oggi finalmente merito al genio del grande
compositore veneziano, mentre meritano di essere ancora esplorate e presentate al pubblico
le opere di autori cosiddetti “minori” come Ferronati, Galuppi, Marini e Locatelli. È
tuttavia importante notare infatti come fossero questi compositori oggi negletti a costituire
il substrato culturale delle Città in cui vivevano, dal momento che nei due capoluoghi orobici
il grande Vivaldi non venne mai.
Il duplice obiettivo di questo concerto sarà quindi quello di presentare il meglio della grande
scuola veneta, evidenziando il contributo e i frutti del lavoro dei compositori locali per
rendere oggi giustizia dopo secoli di polvere e oblio.