
Ghisalba festeggia la canonizzazione con una visita guidata
In onore di Santo Papa Giovanni XXIII, Ghisalba scopre la nuova targa e propone una visita guidata alla celebre parrocchiale ricostruita dal Cagnola
Domenica 27 aprile lo scoprimento della nuova targa nella piazza dedicata a Papa Giovanni XXIII si unisce alla riscoperta dei luoghi storico artistici della paese. Nella storica giornata per la cristianità, con la canonizzazione di due papi che hanno segnato la storia della chiesa, il comune e la parrocchia di Ghisalba intendono promuovere una mattinata particolare: la piazza principale del paese, dedicata da tempo al beato papa Giovanni XXIII, sarà ribattezzata con una nuova targa, intitolata all’ormai Santo Papa bergamasco. Nella piazza verranno poste tre insegne con la nuova dicitura, una delle quali sarà appesa sulla parete del palazzo comunale. Con l’occasione, in collaborazione con l’ufficio Iat di promozione turistica della bassa bergamasca, il comune promuoverà una visita guidata gratuita aperta a tutti i visitatori che avranno l’opportunità di scoprire alcune bellezze artistiche, storiche e architettoniche del paese, poco conosciute, ma molto preziose. “Anche il nostro comune ha voluto partecipare con un gesto simbolico a questo importante avvenimento, legato alle radici cristiane della nostra comunità e rivelate anche dalla stessa origine del nome Ghisalba” ha affermato il sindaco, Samuele Vegini. Il toponimo Chiesa Alba (Ecclesia Alba), poi divenuta Ghesalba e successivamente Ghisalba indica infatti le antichissime origini del centro della bassa, che aveva primaria importanza per la diocesi del tempo.
La visita guidata gratuita partirà alle 10:30 proprio dalla centralissima piazza Santo Papa Giovanni XXIII e accompagnerà i visitatori alla scoperta dei luoghi storici e artistici più significativi. Un esempio fra tutti è la chiesa parrocchiale di san Lorenzo martire, detta la Rotonda per la sua foggia neoclassica a pianta centrale, con la sua enorme cupola che si staglia imponente in mezzo alla pianura bergamasca. “Costruita nel 1834 dall’architetto Cagnola e recentemente restaurata nel suo interno e nella parte del possente pronao con l’ampio colonnato, la chiesa è attualmente nel suo massimo splendore grazie alla sua ritrovata luminosità –dichiara il parroco don Antonio Guarnieri-. La particolarità di questa chiesa è la luce naturale, che penetra dal lucernario centrale posto sopra la cupola e fa risaltare la bellezza interna della chiesa”. Non solo bellezza architettonica e luminosità la rendono unica nel suo genere, ma anche la presenza al suo interno di opere pittoriche di Gian Paolo Cavagna e statue dello stuccatore ticinese Francesco Somaini. Altri edifici di rilievo sono la chiesina del sacro Cuore, sorta sui resti di due chiese distrutte nel 1916, la chiesa sconsacrata di S. Vincenzo, al tempo cappella di famiglia dei nobili Gaiardelli, e palazzo Stampa già Ghidini, oggi sede di un istituto bancario. E poi i resti del castello e delle torri fortificate, visibili preso la casa parrocchiale e nello stesso campanile, affacciati sulla circonvallazione che delimita il centro storico.
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