Lo splendore dell’argento alla tavola europea
Dal 25 settembre all’11 ottobre 2026 il Filandone di Martinengo ospita una preziosa selezione della Collezione Richiedei
MARTINENGO (BG) – Non semplicemente oggetti preziosi, ma testimoni di un mondo. L’argento racconta la storia della tavola europea, dei suoi rituali, delle gerarchie sociali e dell’evoluzione del gusto nella mostra “A tavola d’argento. Rituali del convivio nell’Europa tra Seicento e Ottocento”, in programma dal 25 settembre all’11 ottobre 2026 al Filandone di Martinengo.
Promossa dalla Pro Loco Martinengo APS, la mostra nasce dalla collaborazione con la Collezione Richiedei – Argenti Antichi e propone un percorso attraverso l’arte dell’argenteria europea tra XVII e XIX secolo. Al centro dell’esposizione non vi è soltanto il valore intrinseco di un materiale nobile e prezioso, ma soprattutto la sua capacità di raccontare una società: le sue consuetudini, il gusto, le relazioni, le differenze tra le grandi culture europee e quel complesso sistema di gesti e rituali che aveva nella tavola uno dei suoi principali luoghi di rappresentazione.
Una collezione di straordinario interesse
Le opere esposte provengono dalla Collezione Richiedei, importante raccolta privata di argenteria antica costituita da Pietro Richiedei nel corso di oltre vent’anni e composta complessivamente da più di 1.300 manufatti tra Seicento, Settecento e Ottocento.
Una raccolta nata da una lunga attività di ricerca e dalla passione per l’argenteria europea e per la storia del gusto, dalla quale provengono le opere selezionate per l’esposizione di Martinengo.
Piatti, alzate, vassoi, teiere, caffettiere, zuccheriere, tankard, portauova, salsiere, candelabri e altri raffinati oggetti da servizio restituiscono la ricchezza di un universo nel quale l’argento era insieme materia preziosa, oggetto d’uso e segno visibile di prestigio.
L’argento, protagonista della tavola
Duttile, luminoso, prezioso: tra Seicento e Ottocento l’argento diventa uno dei grandi protagonisti delle arti decorative europee. Sbalzato, cesellato, inciso, traforato o parzialmente dorato, nelle mani degli argentieri si trasforma in forme sempre diverse, capaci di riflettere gli stili e la sensibilità delle differenti epoche e aree di produzione.
Ma è soprattutto alla tavola che l’argento esprime tutta la propria forza simbolica.
Il convivio europeo era infatti regolato da una precisa grammatica di oggetti e gesti. Servire una bevanda, presentare una pietanza, lavarsi le mani, illuminare la mensa o offrire zucchero, tè e caffè erano azioni affidate a manufatti specifici, la cui forma contribuiva a definire il cerimoniale.
La tavola diventava così uno spazio di rappresentazione sociale. Alla luce delle candele, le superfici lucidate moltiplicavano i riflessi e accentuavano la ricchezza dell’insieme: il banchetto si trasformava in uno spettacolo sociale oltre che gastronomico, nel quale bellezza, funzione e prestigio convivevano.
Tra i capolavori in mostra: il grande tankard russo e le antiche coppe di Norimberga
Tra i manufatti di maggiore prestigio spicca il tankard russo, una delle opere più importanti dell’intera esposizione e il pezzo di maggior valore tra quelli presentati al Filandone. La sua presenza offre uno degli esempi più significativi di quella concezione monumentale dell’argento che caratterizza la produzione russa: l’oggetto d’uso supera la propria funzione per diventare espressione di ricchezza, rappresentanza e prestigio.
Nell’argenteria russa i modelli europei vengono reinterpretati attraverso una particolare ricchezza materica e decorativa. Il tankard diventa così perfettamente rappresentativo dello spirito della mostra: un recipiente legato al rito del bere che, attraverso la preziosità dell’argento e la qualità della lavorazione, si trasforma in un vero oggetto di rappresentanza.
Di eccezionale interesse sono poi le coppe di Norimberga, datate tra il 1602 e il 1632 e attribuite a Conrad Scherier, che costituiscono i manufatti più antichi dell’intera esposizione. La loro presenza permette di risalire agli inizi del Seicento, offrendo al visitatore uno dei punti di partenza ideali per comprendere l’evoluzione del gusto che la mostra segue nell’arco di oltre due secoli.
Il dialogo tra questi oggetti rende evidente uno degli aspetti più affascinanti di “A tavola d’argento”: dietro ogni manufatto non vi è soltanto la preziosità del metallo, ma una diversa idea del convivio. Forme, decorazioni e funzioni cambiano nel tempo e attraversano i confini d’Europa, raccontando l’evoluzione dei rituali della tavola e del bere, del gusto e delle forme di rappresentazione sociale.
Un viaggio nella tavola europea
Il percorso espositivo si articola attraverso diverse aree tematiche e geografiche, mettendo in dialogo Nord Europa, Francia e area sabauda, Russia e Italia, fino a giungere alla tavola imbandita, cuore ideale della mostra.
La Francia racconta l’eleganza e la teatralità del cerimoniale aristocratico; l’Inghilterra georgiana predilige equilibrio e funzionalità; la Russia interpreta i modelli europei attraverso una maggiore monumentalità e una forte presenza scenografica. L’Italia offre invece una vera geografia del gusto: dalla ricchezza luminosa della tradizione veneziana alla maggiore regolarità neoclassica del Lombardo-Veneto, fino alla persistenza della teatralità decorativa napoletana.
Ne nasce un viaggio che non procede soltanto attraverso luoghi ed epoche, ma attraverso modi diversi di stare insieme e di rappresentarsi attraverso la tavola.
La tavola imbandita, teatro del convivio
È nella sezione dedicata alla tavola imbandita che il racconto trova la propria sintesi. Qui gli oggetti saranno ricomposti seguendo il gusto ottocentesco, restituendo l’eleganza, la ricchezza e la complessità del convivio dell’epoca.
Candelabri, salsiere, oliere, posate, vassoi, cestini e altri oggetti da servizio tornano a dialogare tra loro, permettendo al visitatore di comprendere come la tavola fosse organizzata secondo precisi criteri di simmetria, gerarchia e rappresentazione.
L’oggetto isolato torna così a far parte di un insieme e recupera il significato per il quale era stato creato. L’argento non è più soltanto qualcosa da ammirare in vetrina: diventa la traccia materiale di un rito collettivo, fatto di gesti, consuetudini e codici sociali.
Alla luce delle candele, la brillantezza delle superfici argentate contribuiva inoltre alla dimensione scenografica della mensa: il convivio diventava un momento nel quale funzione, bellezza e prestigio sociale si fondevano in un’unica rappresentazione.
Ed è forse questo l’aspetto più affascinante di “A tavola d’argento”: attraverso manufatti di grande pregio, la mostra racconta una storia profondamente umana. Quella del mangiare insieme, dell’accogliere un ospite, del celebrare un’occasione, dell’esibire il proprio rango e, con il progressivo mutare della società europea, della nascita di nuove forme di convivialità.
L’argenteria diventa dunque documento di civiltà, capace di raccontare contemporaneamente la storia dell’arte e quella del costume, l’evoluzione delle tecniche artigianali e quella delle abitudini quotidiane.
Con questa esposizione il Filandone di Martinengo torna a essere luogo di incontro tra patrimonio artistico, divulgazione e territorio, ospitando una collezione privata di particolare interesse e offrendo al pubblico l’occasione di avvicinarsi a un capitolo affascinante delle arti decorative europee.
PROGRAMMA
A tavola d’argento. Rituali del convivio nell’Europa tra Seicento e Ottocento
25 settembre – 11 ottobre 2026
Filandone di Martinengo (BG)
ORARI APERTURA MOSTRA
Dal giovedì alla domenica:
10.00 – 12.30 e 14.00 – 18.00
Sabato 3 e domenica 4 ottobre la mostra chiuderà alle ore 17.00 per evento privato
Tutti i venerdì speciale apertura serale dalle 20 alle 22.30
ORARI VISITE GUIDATE MOSTRA
26 e 27 settembre visita guidata alle ore 15.00
3 e 4 ottobre visite guidate alle ore 10.30 e 16.00
10 e 11 ottobre visite guidate alle ore 10.30 e 15.00
25 settembre, 2 e 9 ottobre visita guidata serale alle ore 20.00
Le visite partiranno con un minimo di 5 iscritti.
E’ possibile concordare una visita guidata anche in orari e giorni differenti per gruppi precostituiti (minimo 10 persone) e scolaresche scrivendo all’indirizzo mail: info@martinengo.org.
Per arricchire ulteriormente l’offerta, sarà possibile richiedere una visita guidata non solo alla mostra ma anche al borgo storico.
BIGLIETTI
Ingresso: 4€
Ingresso + visita guidata: 5€
Gratuità: fino a 25 anni e persone con disabilità
Si ricorda che il biglietto è nominativo e dà il diritto ad accedere alla mostra per un numero illimitato di volte.
PER INFO E PRENOTAZIONI
Mail: info@martinengo.org
whatsapp: 3311853737 (solo messaggi)
Tel. 0363704251 il martedì dalle 8.30 alle 12.30 e durante gli orari di apertura della mostra.
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